Alma suprema e carne più estrema,

centro vitale di ogni forma fetale.

Porta già in se’ quella forma d’amore,

che fissa rigore pur senza tremore.

Germoglia d’incanto, bellezza mirabile,

donna mai mia, ma di ogni follia.

Oltre al suo pianto è d’un bimbo che ha accanto,

in lei si assottiglia, un pur esile gemito,

sospeso in affanno, sull’umile scranno,

teso e silente si appoggia quel regolo.

Lei è di donna,… donna rubinia,…

donna malizia e donna di luce.

Donna d’incanto, bellezza suprema,

donna che è centro di ogni forma morale.

Leggi la legge del monte mirabile,

stenta a salirci e perdi la vita,

in un caldo tepore che vita ci assegna

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