“Jazz&Remo Il Festival” è il titolo delprogetto discografico di Bruno Santori,musicista, pianista, direttore d’orchestra, arrangiatore e compositore italiano. Santori, non si reputa un carrierista, ma semplicemente un cultore della buona musica, quella che lo rendo felice e orgoglioso di essere un musicista. Il suo nuovo progetto discografico nasce dalla volontà di accorciare le distanze tra il jazz e il pop. L’album vuole essere un omaggio alla grande tradizione musicale sanremese, rielaborando in chiave jazz i più grandi successi della kermesse. Questa la tracklist del disco: “E non finisce mica il cielo”; “Quello che le donne non dicono; “E poi”; “Cambiare”; “Ancora”; “Adesso tu”; “Luce”; “Vacanze Romane”; “Il cuore è uno zingaro”; “Volare”; “Le mille bolle blu”.

“Jazz&Remo Il Festival”, un progetto discografico che accorcia le distanze tra due generi musicali (jazz e pop). Come nasce l’idea?

«Faccio qualche passo indietro, nel 1976, quando facevo parte dei Daniel Sentacruz Ensemble. In quel periodo il nostro brano “Soleado” riscosse un notevole successo, con ben trentamila copie vendute. Avevo 15 anni, e mentre suonavo con loro e studiavo in conservatorio, avevo una grande passione per il jazz. La sera invece di tornare a casa andavo al Capolinea di Milano per una jam session con i musicisti di quel tempo.  Poi nel corso della mia carriera mi sono dedicato alla musica classica, sono stato arrangiatore di musica pop, ma la passione per il jazz l’ho sempre coltivata. Tre anni fa, dopo cinque anni sotto la direzione musicale del Festival di Sanremo, ho lasciato e mi sono concesso un regalo. A quarant’anni dal mio primo festival che feci con i Daniel Sentacrus, in gara con il brano “Linda bella Linda”, ho deciso di fare un tributo alla kermesse sanremese che mi ha dato tanto. Però siccome avevo lasciato L’Orchestra Sinfonica e mi stavo dedicando al jazz, ho pensato che fosse il caso di raggruppare alcuni grandi successi di Sanremo e di proporli in chiave jazz. Quindi coniugare quella che è stata la mia vita professionale più esposta alla mia passione segreta che non ho mai abbandonato. In questo progetto ho coinvolto Fabio Crespiatico (basso elettrico), Stefano Bertoli (batteria) e Giulia Pugliese (voce) giovane scoperta che nel 2015 ha partecipato a “The Voice of Italy”. I brani non sono più come gli originali. Le sostituzioni le ho fatte in un tempo abbastanza lungo, perché ho voluto mantenere la stessa linea melodica, cambiando solo le armonie».

Tra i brani si evince una selezione concentrata in prevalenza di canzoni degli anni ’80, ’90. Come è avvenuta la scelta delle undici canzoni?

«Mi è piaciuto particolarmente lavorare su brani più vecchi, poiché in qualche modo, rivisitati in chiave jazz, hanno perso la loro temporaneità. Inizialmente ho selezionato una quarantina di spartiti, di più rispetto a quelli che abbiamo registrato, e pian piano con una sorta di scrematura, ho cercato di scegliere quelli che ritenevo migliori sotto l’aspetto della tecnica jazzistica».

Jazz&Remo Il Festival avrà un seguito?

«Si, ne stiamo già parlando ed ho anche coinvolto altri partner. Stiamo ampliando il panorama di quello che si potrebbe fare. Ultimamente hanno collaborato con noi a questo nuovo format, anche Michele Zarrillo, Roby Facchinetti, Fusto Leali. La mia idea è quella di coinvolgere artisti pop con jazzisti. Rispetto all’inizio trovo più facile trascinare dei brani pop in jazz. Un anno e mezzo fa era la prima volta che affrontavo un argomento del genere, ho avuto un bel po’ di indecisioni sul da farsi. Il progetto, oggi, può andare avanti anche senza la problematica del dover scegliere brani più jazzistici».

Sono previsti anche dei live?

«Ci sono stati dei concerti a Milano, poi abbiamo deciso di sospendere in occasione dell’uscita del disco, per non creare confusione. Riprenderemo a suonare dal vivo dal prossimo autunno. Ci esibiremo anche al Kaz Jazz Fest 2017 che si terrà tra il 7 e il 17 settembre a Bodrum (Turchia) e il 14 ottobre durante il Candle Festival di Birgu a Malta».

È prevista una sua collaborazione anche per il prossimo Festival di Sanremo?

«È possibile che ci sarà da parte nostra una proposta del progetto che stiamo portando avanti, ma non so se vorranno prenderlo in considerazione».

Lei che per il Festival ha lavorato per ben 17 anni, che direzione sta prendendo negli ultimi anni?

«È un evento televisivo in particolar modo. Di musica ce n’è, ma la struttura stessa non è idonea affinché la musica migliore possa arrivare in fondo. Quello che mi rattrista molto è che qualche anno fa potevamo vedere, come è successo a Vasco Rossi, che l’ultimo in classifica poi diventa una star. Oggi invece siamo quasi a una struttura di regime. Nel senso che se non arrivi primo o secondo non vai avanti. Questo per me sta a significare che non è più la musica a vincere ma uno status. Di Vasco Rossi non ne abbiamo più visti e questo è quello che il festival sta diventando».

Dopo molti eventi televisivi, sia nella classica che nella pop, e dopo 50 anni di carriera, attualmente è direttore musicale di “Radio Italia Live…

«Di recente abbiamo presentato il cast di questa nuova edizione. Quest’anno come superstar abbiamo Bocelli, Giorgia e tanti nomi fantastici. La novità è che oltre a Milano ci sarà la seconda tappa a Palermo. Uniamo un po’ l’Italia da nord a sud, ma anche per tutti gli appassionati della musica in Italia e nel mondo, questo per festeggiare i 35 anni di Radio Italia. Siamo tutti entusiasti di quello che sta succedendo perché in questi anni, questo evento ha veramente raccolto premi di ogni tipo.  Appare come uno degli eventi musicali più importanti in Italia e i nomi presenti lo confermano».

Musicista, pianista, direttore d’orchestra, arrangiatore e compositore, come immagina il suo futuro?

«Non sono mai stato un carrierista. Mi sono sempre interessato a fare musica che mi incuriosisce, quella che mi rende felice e orgoglioso di essere musicista. Non so dire cosa accadrà nel mio futuro. Cinque anni fa non avrei mai immaginato di poter presentare oggi un progetto jazz. Lo scorso 17 marzo il ministro del turismo di Malta, Dr. Edward Zammit Lewis, mi ha conferito il titolo di “Tourism Ambassador of Malta”, e in questo periodo sto lavorando al progetto di far incontrare le musiche del Mediterraneo affinché nasca un nuovo colore musicale».

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