Cielo e stelle per coperte

un gradino per cuscino,

apro il cuore al mio destino,

son fratelli i poverelli

e il mattino è un buon vicino,

mano a mano mi avvicino.

Strade e parchi come arredo,

c’è un lampione al comodino,

poche porte e poi il giardino,

quando un quadro è il manifesto

voci e rombi son sirene,

salta un gatto dal balcone.

Io mi chiamo Prestolin,

son barbone da quel dì,

nessun uomo sta a parlarmi,

porto a cena la sconfitta

di una vita da falena.

Sono stracci la mia moda

e porto scarpe di fortuna,

la fortuna mi appassiona,

io credo in lei e son sereno.

Hai un centesimo da darmi?

Pochi spiccioli e son signore,

a volte un arco è arcobaleno

vento e pioggia porto in seno.

Share: