Val di schiuma fina,

porti a porta spina,

memore perfina

giungi a doppia rima,

incontrar se stessi

apre a tanta trina.

Nun de’ fosso in osso,

brandi a più non posso,

alza cenno al cielo

e scivola giù in terra,

sera e poca luce

l’occhio brama a foce.

Ecce omo immondo,

sente oscuro il tempo,

rende agro il fondo

e ampio chiude a Dio.

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